Prima SquadraZEVIO, BUONA LA PRIMA! Ai bianconeri il match d’andata dei play out salvezza.

Maggio 23, 20220

ASDC.D. ALBAREDOCALCIO – AC ZEVIO 1925 1  – 2 (0 – 2)

Albaredocalcio: Baraldo, Nicoletti, Franceschini, Martini (28’st Zanchi), Pasin, Zumerle, Rodella (1’st Odaro), Cicolin, Zamperlini (45’st Panato), Molla, Rogano

Allenatore: Donadello

Ac Zevio 1925: Pedrelli, Cont (16’st Marconcini), Tarulli, Costa, Vallani, Guarino, Taddei, Lima da Silva (40’st Zenari), Diagne, Bellamoli (42’st Terza), Pretto (26’st Trionfante)

Allenatore: Danese

Arbitro: Sig. Baccaglini della sezione di Rovigo

Reti: 18’pt Pretto (Z), 29’pt Taddei (Z), 17’st Rogano (A)

 

Albaredo e Zevio. L’alpha e l’omega. Il principio e la fine. La prima partita ufficiale della stagione 2021-2022 (Coppa Veneto) e l’ultima, ovvero i play out per stabilire chi il prossimo anno rimarrà in Prima Categoria e chi invece dovrà retrocedere. 

 

Nella saggezza di Alessandro “Profeta” Manente la sintesi della sfida: “Saranno due partite sicuramente complicate. Questa domenica soprattutto bisognerà lasciare a casa il fioretto e le buone maniere perseverando la solidità e la fame di domenica scorsa. Per noi quest’anno l’Albaredo è stato il nostro tallone d’Achille (due pareggi e una sconfitta), ma sono convinto che abbiamo preparato il “cavallo di Troia” adatto per fare breccia e portare a casa una salvezza sofferta ma che ci spetta”.

 

Mister Andrea “Doc” Danese, rispetto a sette giorni fa, ripropone formazione e modulo (4-4-2) che hanno piegato il Tregnago, seppur con qualche piccolo ritocco: Pedrelli confermato tra i pali; Cont, Tarulli, Costa e Vallani per occuparsi delle punte nemiche; Taddei, Lima da Silva, Guarino e Bellamoli per portare rifornimenti a Diagne e Pretto, in avanti, programmati per colpire senza esclusione di colpi.

 

Taddei, fresco come una rosa, alla prima occasione si fa apprezzare per una scorrazzata su tutta la sua fascia di pertinenza, costringendo la difesa locale a rifugiarsi in angolo. Già da subito si intuisce quello che sarà lo spartito dell’incontro: al fraseggio degli ospiti si contrappone il classico “palla lunga e pedalare” dell’Albaredo, che probabilmente, avendo fatto voto al patrono San Rocco, spera in una giocata vincente delle proprie punte. I bianconeri, per quello che possono date le condizioni del campo, cercano invece di giocare palla a terra. Lima da Silva, dai piedi buoni, cerca e trova tra le linee Bellamoli, che con un’intelligente verticalizzazione mette Pretto davanti a Baraldo, giravolta spaziale e palla nel sacco. 1 a 0. Azione in velocità da spellarsi le mani. Diagne, una furia della natura, si porta a spasso mezza difesa gialloblù, senza però trovare il tempo per mettere il traversone. Tarulli per Pretto che serve l’accorrente Guarino, che probabilmente tradito da una zolla non ben identificata svirgola alla Renica. Costa, il gigante buono della difesa, duetta con Renè “saracinesca” Pedrelli, evitando di far correre il benché minimo rischio alla propria squadra. Diagne passa sulla fascia destra, ma il discorso non cambia. Imprendibile. I locali cercano di dare continuità alle folate offensive, senza però riuscirci. Diagne, veloce come il vento, dal fondo imbecca Taddei, che dopo aver vinto un rimpallo trova il tempo giusto per bucare nuovamente Baraldo. Tripudio in campo e sugli spalti per i colori bianconeri. Adesso gli ospiti giocano sul velluto e tengono in costante apprensione la retroguardia gialloblù. L’Albaredo, evidentemente a corto di idee, si avvale dei lunghi lanci di Baraldo, dal tiro possente come il suo fisico. In difesa, quando non ci arriva Costa, ci pensa Vallani a disinnescare le insidie avversarie. Diagne fa tutto giusto, salvo farsi anticipare al momento del tiro. Pretto, volendo imitare Diagne, si sciroppa tutta la corsia di sinistra, ma Martini con un recupero disperato evita il peggio. Sulla bordata senza fronzoli di Costa, alla ricerca dei riflettori del campo, si chiude la prima frazione.

Con due fuori campo di Tarulli, degni di Barry Bonds, si riprende a giocare. Il neo entrato Odaro si guadagna una punizione, una sorta di corner anticipato, ma Molla non la sfrutta dignitosamente. Ci prova da lontano Pasin, ma il tiro è ampiamente fuori bersaglio. I gialloblù sembrano aver energie da vendere, gli ospiti meno. Rogano, ottimamente servito, viene anticipato da uno strepitoso colpo di testa di Cont. Via via che passano i minuti lo Zevio cala vistosamente, ma tiene comunque botta. Punizione Albaredo dalla trequarti campo. Molla scodella la palla in mezzo all’area di rigore, dove Rogano, come un falco, di controbalzo dimezza lo svantaggio. Eurogol o gesto tecnico da attribuire più ad un aiuto dal cielo? Chi può saperlo. Solo il risultato, invece, è certo: Albaredo 1 – Zevio 2. Il resto è aria fritta. Ci provano prima Costa poi Bellamoli, ma con scarsa precisione. Comunque i bianconeri danno segni di vita. Zamperlini cade in area, tanto da far gridare dagli spalti al rigore, situazione che in campionati più blasonati non avrebbe meritato neanche un check al Var. Trionfante, appena messo piede in campo, si guadagna il gettone di presenza conquistando una punizione con il sapore di un invito a nozze per Lima da Silva. Ma oggi non è giornata. Trionfante, ancora lui, cerca il tiro da una distanza siderale, facile preda di Baraldo. Diagne le prova tutte, perfino di esterno destro, ma Baraldo blocca senza affanno. Diagne, oggi in stato di grazia, dopo aver saltato l’ennesimo avversario mette un traversone al bacio per Trionfante, che però è leggermente in ritardo. 

Sei i minuti di recupero concessi dal Direttore di Gara, che cammin facendo, tra sostituzioni e interventi dei massaggiatori, diventano addirittura dodici. I gialloblù continuano a far spiovere palloni nell’area di rigore avversaria, ma ora Costa ora Taddei sbrogliano impeccabilmente la matassa. Ennesimo tiro dalla bandierina per i locali. Nicoletti cerca il primo palo, ma trova solo l’esterno della rete. Ulteriore sospiro di sollievo bianconero. Siamo ai secondi finali; Guarino, per non essere da meno di Tarulli, spara il più lontano possibile. Triplice fischio e bianconeri con le mani al cielo. 

 

Come un leone in gabbia Giorgio “Derrik” Scandola, in attesa di poter accedere agli spogliatoi: “Il primo round a noi. Ora concentrati per il ritorno. Sarà una battaglia e dobbiamo farci trovare pronti”.

 

Per decretare il verdetto finale di questi play out si dovrà attendere la partita di ritorno di domenica prossima. Tuttavia se ne sconsiglia la presenza ai deboli di cuore. 

 

Riuscirà il prode Ulisse a fare finalmente ritorno alla sua Itaca? O il canto ammaliante delle sirene della retrocessione avrà il sopravvento?

 

FZ

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