Prima SquadraZEVIO, AMARA RETROCESSIONE! I bianconeri salutano la Prima Categoria.

Maggio 30, 20220

AC ZEVIO 1925  – ASDC.D. ALBAREDOCALCIO 2  –  4    (2   –   2)

 

Ac Zevio 1925: Pedrelli, Guarino (11’st Cont), Tarulli, Costa, Vallani, Zenari, Taddei (9’st Danzi), Lima da Silva, Diagne, Bellamoli (40’st Okonji), Pretto (28’st Mainente)

Allenatore: Danese Andrea

Albaredocalcio: Baraldo, Nicoletti, Franceschini, Martini, Pasin, Zumerle (35’st Piccoli), Cicolin, Zanchi, Odaro, Zamperlini (10’pt Molla), Rogano

Allenatore: Donadello Silvio

Arbitro: Sig. Gaetano Maccà della sezione di Schio

Reti: 5’pt Zamperlini (A), 24’pt e38’st Rogano (A), 30’pt Zenari (Z), 42’pt Bellamoli (Z), 4’st Zumerle (A)

Highlander. E’ il momento della verità, il tempo di fare calcoli è finito. Solo una tra Zevio e Albaredo potrà calcare, il prossimo anno, il palcoscenico della Prima Categoria. Nulla è ancora scritto, anche se nella partita di sette giorni fa a sorridere sono stati i bianconeri.

 

L’analisi misurata di Alessandro “Profeta” Manente alla vigilia del match: “Sappiamo che sarà una partita piena di insidie, che rispecchia un finale di stagione fatto più di curve che di rettilinei.  Siamo usciti di strada e abbiamo preso qualche ammaccatura, ma in queste settimane abbiamo costruito una consapevolezza in noi stessi diversa che, unita alla voglia di stare insieme a combattere per l’ultima volta, sono certo che non ci farà sbagliare l’ultima curva prima del traguardo”.

 

Mister Andrea “Doc” Danese propone un classico 4-4-2 con Petrelli per chiudere la porta senza lasciare neppure un piccolo spiraglio; difesa a 4 con Guarino, Tarulli, Costa e Vallani, costruita per affrontare partite determinanti; nel reparto centrale Zenari, Bellamoli e Taddei affiancano Lima da Silva, il metronomo per gestire e inventare calcio; Diagne e Pretto per violare la rete avversaria.

 

Neanche il tempo di prendere posto sugli spalti che il Direttore di Gara, coadiuvato dall’assistente “occhio di lince”, decreta un rigore per il tocco di mano di Diagne. Sul dischetto va Zamperlini che, ipnotizzato da Renè “Saracinesca” Pedrelli, non riesce nell’intento di rompere l’equilibrio. Ma neanche il tempo per i tifosi locali di tirare un sospirone di sollievo per lo scampato pericolo che Zamperlini si fa subito perdonare trovando con un potentissimo diagonale, dopo uno scambio alla velocità della luce con Rogano, prima il palo interno e poi il fondo della rete. Ma se le cose per i bianconeri sono iniziate male, il peggio deve ancora venire. I bianconeri sembrano annichiliti dalle giocate degli ospiti. Lima da Silva ci prova su punizione, ma Baraldo blocca sicuro. Zanchi cerca gloria dalla distanza, ma Pedrelli fa buona guardia. Pedrelli si ripete subito dopo dovendo sbarrare la strada a Rogano, lanciato a rete come un siluro. E’ il preludio del raddoppio per l’Albaredo. Lancio millimetrico per Cicolin, contro traversone per Rogano, che lascia partire dalla trequarti una bomba che si insacca nel sette alle spalle dell’incolpevole Pedrelli. Doppio vantaggio per i gialloblù e notte fonda per lo Zevio. In campo c’è solo una squadra e non è quella di casa. Odaro fa tutto da solo, ma sulla sua strada trova i guantoni di Pedrelli. Angolo per lo Zevio. Pennellata di Lima da Silva sul primo palo, testa di Zenari e svantaggio dimezzato. Il cuore di molti sostenitori bianconeri torna a battere. Baraldo, in bagher, sventa goffamente la punizione di Lima da Silva. Bellamoli, lanciato a rete, viene abbattuto senza tanti convenevoli. Zanchi per Nicoletti, con Costa che scaglia la sfera il più lontano possibile. Molla per Odaro, con Diagne che sbroglia la matassa. Vallani per Pretto, alto. Lima da Silva, su punizione, all’ombra della bandierina del corner trova la testa di Bellamoli, che supera nuovamente Baraldo. Parità insperata raggiunta. Sul tentativo del “canoro” Nicoletti di cercare la giocata vincente, il Direttore di Gara, con i canoni due fischi, dice che può bastare. In tanti sono ancora in coda alla cassa del bar del campo, ma il gioco è ripreso. Odaro difende palla sulla fascia, rasoterra micidiale sul quale Costa si addormenta, e Zumerle che da due passi trova il nuovo vantaggio. Bianconeri costretti nuovamente a rincorrere. Franceschetti ci prova da lontano, ma Pedrelli dice di no. Zanchi combina con Molla, ma il tiro finisce a lato. Adesso i gialloblù si sono stabilmente piazzati nella metà campo avversari. Cicolin vorrebbe fare di più, ma Pedrelli in due tempi si salva, seppur con qualche affanno. Bellamoli, imbeccato da Pretto, ci prova da lontano senza molta fortuna. Diagne si mette in proprio, ma la conclusione è da dimenticare. Rogano fa le prove generali per chiudere il match, con un tiro tutt’altro che preciso. Pedrelli si deve distendere in tuffo sulla rasoiata di Molla per deviare in angolo. Ci siamo, lo Zevio sta per alzare “bandiera bianca”. Mischia in area, batti e ribatti, con Rogano che in rovesciata trova il gol della vita. Stupendo gesto tecnico, c’è poco da dire. Manca veramente poco e la retrocessione per i locali è subito lì, appena dietro l’angolo. Lima da Silva, dando fondo alle ultime energie rimaste, trova solo la rete di recinzione. Ci provano sia Okonji che Costa, ma vengono puntualmente murati dall’attenta difesa ospite. Okonji si procura un’insidiosa punizione adatta ai piedi magici di Lima da Silva. Breve rincorsa del fantasista e solo esterno della rete. Triplice fischio. Albaredo su, Zevio giù.

 

Lapidario Giorgio “Derrik” Scandola, sconsolato a fine della partita: “Non dovevamo esser ai play out!!! Punto”.

 

Più ciarliero il noto giornalista Rodolfo Giurgevich, Direttore Responsabile di Giovanigol: “…e mentre nella chiesa parrocchiale le campane suonavano a morto per una cerimonia funebre, l’Albaredo andava ancora a segno accompagnando lo Zevio in una lugubre allegoria. Ma dopo la morte, la Bibbia ce lo insegna, c’è sempre una resurrezione: l’importante è avere fede e lavorare sodo”.

 

Che la strada di questo campionato fosse tortuosa e piena di insidie si sapeva. Che fosse in salita e piena di curve, pure. Tuttavia nessuno all’inizio di questa stagione sportiva avrebbe mai immaginato di ritrovare lo Zevio nella “selva oscura” della retrocessione, “che la diritta via era smarrita”. 

 

Prima di congedarmi e mettere definitivamente il cappuccio alla bic, voglio ringraziare tutti coloro che, in questi mesi, hanno letto le mie cronache delle partite rendendo felice e gratificato l’umile commentatore che è in me.

 

FZ

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