Tiziano Piubel, il lanzichenecco

Lanzichenecco di nome ma non di fatto. Sebbene le origine di Tiziano Piubel sembrano venire da lontano, la sua militanza calcistica l’ha sempre visto indossare i colori bianconeri dello Zevio, prima come allenatore ed ancora oggi in veste di dirigente. Si occupa infatti della gestione dei giovanissimi regionali, degli allievi provinciali e della prima squadra. E’ un’attività che mi tiene molto impegnato ed è per questo che sono praticamente sempre al campo  mi racconta Tiziano davanti ad una tazzina di caffè al bar del centro sportivo. Tante sono le soddisfazioni che si è tolto come allenatore, grazie soprattutto all’entusiasmo e alla passione che ora ha trasferito nel suo ruolo dirigenziale. “Mi piace molto seguire i giovani, la loro evoluzione in prospettiva di approdare in prima squadra. Il mio sogno nel cassetto sarebbe riuscirne ad inserire  7 o 8 ragazzi”ci confessa”.

Eppure, rispetto a quando calcava il manto verde come giocatore, da giovane alcune cose sono cambiate, come ad esempio il suo temperamento, che da focoso e facilmente irascibile è diventato più pacato e misurato. Come dirigente, a differenza di quando giocavo tanti anni, fa sono una persona tranquilla che non perde mai le staffe e che cerca di evitare brutti atteggiamenti, soprattutto quando magari si è arrabbiati”. Non per niente, dice di rivedersi, nell’attuale rosa, in Giulio Zenari, un mediano senza un gran piede, ma che in campo da sempre tutto e non molla mai. Da giovane non andavo tanto per il sottile, mentre adesso sono diventato molto più soft”.

La grande esperienza del mondo Zevio gli permette di dare una chiave di lettura alquanto singolare riguardo l’ultimo periodo vissuto dalla prima squadra. Nel girone di andata le cose ci sono andate tutte per il verso giusto. Adesso stiamo passando un momento di difficoltà. Abbiamo perso un paio di partite con squadre in fondo alla classifica”.

La medicina per guarire questa “influenza” è da ricercare nella cattiveria agonistica che ha contraddistinto la prima parte del campionato e che adesso sembra essere venuta meno. Quello che mi ha fatto più male, – racconta Tiziano, – non è tanto l’aver lasciato per strada dei punti importanti in chiave play off ma il comportamento sopra le righe che certi nostri giocatori hanno avuto in queste ultime partite e per i quali sono stati richiamati all’ordine dalla Società. Sono, comunque, certo che le cose andranno per il verso giusto a partire già dalla prossima partita contro l’Illasi”.

Poco o niente di vero, quindi, sulle insistenti voci di mercato che ipotizzavano un possibile intervento della società per rimpolpare la rosa in vista del girone di ritorno. “Come dirigenti ci siamo confrontati su quali tipi di iniziative intraprendere, ma abbiamo ritenuto di non intervenire molto sul mercato per evitare di rovinare lo splendido gruppo che abbiamo quest’anno in prima squadra”.

L’obiettivo stagionale, ci confessa Tiziano, nonostante i brillanti risultati fin qui ottenuti, non è cambiato. “Siamo partiti per una salvezza tranquilla e adesso siamo a ridosso delle prime. E’ chiaro che l’appetito vien mangiando, ma non dobbiamo dimenticarci l’obiettivo che ci siamo prefissati all’inizio della stagione. Sono convinto che lotteremo fino alla fine per approdare ai play off. Poi è chiaro che tutto può succedere, sperando che la fortuna non ci giri le spalle”.

Ci viene, quindi, doverose chiedere al nostro intervistato un suo pronostico sulla vittoria finale del campionato e Tiziano, seppur a bassa voce, con un gesto scaramantico ci rivela che ad impressionarlo di più nel girone d’andata è stato il Chiampo,“una squadra con ottime individualità e molto organizzata. Ritengo che abbia tutte le carte in regola per vincere il campionato”.

L’ora si è fatta ormai tarda e Luciano, il barista, ci invita ad uscire. Dopo aver ringraziato Tiziano e prima di salutarlo riesco a strappargli un’ultima domanda relativa all’origine storica del suo cognome.“Da alcune ricerche effettuate sembrerebbe che abbia delle origini tedesche e che derivi direttamente dai lanzichenecchi. Ma se così fosse sarei, visti i precedenti storici,  un lanzichenecco alquanto anomalo.Non sono infatti un mercenario, vista la mia lunga militanza nello Zevio. E di questo nevado molto fiero”.

FZ

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