Alessandra, Fiorenza e Sarah 

Gioielli inestimabili dell’Ac Zevio

C’è chi che per cercare dei tesori preziosi ha solcato i mari, scalato montagne, esplorato abissi o isole misteriose. C’è chi ha dovuto affrontare animali feroci, serpenti velenosi o tribù selvagge.

Per me, invece, niente di così difficile o pericoloso. Mi è bastato recarmi un pomeriggio allo Stadio Leo Todeschini e conoscere Alessandra, Fiorenza e Sarah, gioielli inestimabili, per il loro impegno e dedizione, dello staff della società AC Zevio.

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  • Ciao Alessandra, ti potresti presentare in due parole?

Ciao, mi chiamo Alessandra e mi occupo assieme a Sarah della segreteria dell’AC Zevio. Io Mi occupo della parte iscrizioni, dei rapporti con il comitato regionale o con la delegazione di Verona, dei tesseramenti e delle visite mediche. 

Svolgo questa attività dal 2015 e il tempo che dedico (ridendo) è troppo. La segreteria è aperta per tre giorni alla settimana, il lunedì, il mercoledì e il giovedì dalle 17:30 alle 19, però nella fase iniziale della stagione praticamente sono in segreteria tutti i giorni. Ho iniziato a collaborare con la segreteria inizialmente per dare una mano all’attuale Presidente, che è anche la mia dolce metà. Giorgio mi ha trasmesso questa passione, che poi è diventata anche la mia. A onor del vero il lavoro d’ufficio, attività che faccio anche come lavoro, mi piace molto. Ed è per questo che do volentieri una mano alla società. Considerato che Giorgio per la sua attività di Presidente, mio figlio perché gioca negli Juniores, e io per l’attività amministrativa, di fatto siamo sempre qua. Se all’inizio questa attività è partita per aiutare e dare una mano, con il tempo è diventata una passione. Ovviamente, oltre a fare questa attività seguo, come si dice, anche il calcio giocato. Vado a vedere le partite di mio figlio Michele, del 2000, da quando ha iniziato da piccolissimo a muovere i suoi primi passi sul campo. Attualmente si allena con la prima squadra e gioca negli juniores dello Zevio. L’ho sempre accompagnato io perchè le partite erano durante la settimana ed io avevo il pomeriggio libero. Di calcio non è che ne capissi molto e quindi erano più le “ciacole” con le altre mamme. Poi, invece, pian piano, non è che adesso sono diventata esperta, però adesso qualche regola o situazione di gioco la capisco di più. In vita penso di aver perso pochissime partire di Michele. 

  • Come potrebbe essere descritta la tua domenica tipo?

La mia domenica tipo? Durante il campionato, avendo la mamma anziana, la domenica viene spesso a pranzo da noi, fermo restando che abbiamo raggiunto un compromesso: una domenica rimango con lei, l’altra vengo a vedere la prima squadra. Solitamente nelle gare in casa mi trovi sugli spalti. Il sabato invece vado a vedere tutte le partite degli juniores. Giorgio, inoltre, mi porta a vedere partite anche di altre Società e di altri campionati. 

  • Il tuo rapporto con il calcio in tv?

In casa mia, in tv Giorgio e Michele guardano, quasi esclusivamente, partite di calcio o programmi sportivi. Ed io, ovviamente, mi adeguo. Devo dire, però, che dopo una certa ora la palpebra cala facilmente. Il calcio come sport mi piace.

  • Una cosa che ti piace o che non ti piace del calcio giovanile?

Se dovessi dire una cosa del calcio giovanile che non mi piace direi l’eccessivo trasporto da parte di certi genitori, l’estremismo esagerato considerando che sono comunque dei ragazzini. Sentire commenti, parolacce, che nulla dovrebbero avere a che fare con il calcio. Non capisco come possano accadere certe cose o sentire certe parole alle partite anche dei bambini più piccoli. Cose dell’altro mondo, altro che daspo. 

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  • Sara o Sarah, con l’h?

Sarah, con l’H. Soprattutto. Tutti non la mettono mai, ma il mio nome è proprio scritto cosi. E ci tengo. Per l’Ac Zevio mi occupo della parte burocratica/amministrativa, ovvero fatturazione, pagamenti, fornitori della Società. Compenso l’attività che non svolge Alessandra. Faccio questa attività dal 2017. Ero sempre qui prima, perchè avevo i figli che giocavano e facevo altre cose. Poi mi hanno chiesto di fare un lavoro in segreteria, proposta che ho accettato con entusiasmo anche perchè svolgo un’attività amministrativa anche come lavoro. 

  • L’attività in segreteria: lavoro o passione?

Questa attività non la vedo come un lavoro bensì come una passione. Io sono qua tre volte alla settimana, negli stessi orari e giorni di Alessandra. Per me è proprio una passione iniziata da quando hanno iniziato a giocare a calcio i miei figli. Sono sempre venuta al campo sia nei giorni di allenamento che per le partite. Io ho due ragazzi: uno che ha 20 anni e l’altro 16. Entrambi hanno sempre giocato nello Zevio. Attualmente quello del 2002 ha smesso, mentre l’altro gioca nella Nuova Cometa negli Juniores per gli orari di lavoro che non gli permetto scelte diverse. Io sono sempre andata a vedere le partite dei miei figli. Anche sabato pomeriggio scorso, anche se mio figlio non giocava perchè si era fatto male, sono andata lo stesso perchè mi piace seguire la squadra. La domenica pomeriggio, quando posso, vengo a vedere la prima squadra dello Zevio. Mi piace venire anche perchè conosco molti dei ragazzi della rosa. 

  • Il tuo rapporto con il calcio in tv?

Mi piace tutto il calcio, sia quello dilettantistico che quello professionistico. La domenica partiamo con l’anticipo delle 12.30 e fino al posticipo. Io sono tifosa della Juventus da quando sono nata. Nonostante senta parole da tutti. In casa mia i miei figli non sono più di tanto tifosi. Mio marito, invece, tifa Hellas Verona ed Inter. Quando i bambini erano piccoli ha fatto l’abbonamento al Chievo per poterli portare, senza pericoli, a vedere la seria A. 

Posso dichiarare, tranquillamente, che il calcio per me è un componente importante, sia della mia vita che dalla mia giornata.

  • Una cosa che ti piace o che non ti piace del calcio giovanile?

Faccio fatica a trovare una cosa bella nel calcio, visti anche a molti esempi che vediamo in tv. A me piace il calcio a livello giovanile fino diciamo agli esordienti. Poi, sia perchè iniziano a scimmiottare i grandi, copiando molti atteggiamenti negativi, sia perché il risultato comincia a contare per fare classifica, molti ragazzi si snaturano. Voglio raccontarti un bel episodio che ho visto sabato scorso: c’era la partita degli juniores a Santa Maria di Zevio. Un giocatore della squadra avversaria attaccava briga con tutti sperando, evidentemente, in qualche sanzione per qualche avversario. Il suo capitano, accortosi dell’atteggiamento negativo nel proprio compagno, è intervenuto con decisione, facendolo desistere. Questo è stato per me proprio un bel comportamento, tanto da meritarsi i complimenti e gli applausi di tutti. Da contro altare ricordo, anche, quello che dicevano qualche anno fa dei genitori di altre squadre a due nostri ragazzi di colore. Abbiamo fatto una semifinale dei giovanissimi e per gli insulti l’arbitro ha interrotto la partita. Io capisco il tifo, l’agonismo, però devono avere un limite: il rispetto è fondamentale sempre, ma a maggior ragione per il colore della pelle.

  • Una domanda tecnica: se ti dico fuorigioco di rientro, tu cosa mi rispondi?

Lascia stare. Già capisco a mala pena il fuorigioco … il troppo tecnicismo lo lascio ai papà, che sono molto più esperti di me.

  • Come definiresti il tuo rapporto con il Presidente?

Il mio rapporto con il Presidente e l’Alessandra direi proprio bello. Ci conosciamo da una vita. I nostri figli giocavano ed andavano a scuola assieme. 

  • Per concludere, come potresti definirti?

Mi ritengo una persona semplice che tende a vedere le proprie cose negative e a mettermi in mostra per le cose positive. 

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  • Chi è Fiorenza?

Sono Fiorenza ed assieme a mio marito Luciano mi occupo del bar dell’Ac Zevio. Tre sere alla settimana facciamo, anche, la cena per due squadre di calcetto (lunedì e mercoledì) e per la prima squadra dello Zevio (giovedì). Durante le festività natalizie faremo anche qualcosa per tutte le altre squadre del settore giovanile. Facciamo questa attività dalla stagione scorsa. All’inizio la gestione doveva essere fatta solo da mio marito con un altro, diciamo, socio. Poi questo socio si è ritirato e quindi sono subentrata io a dare una mano, soprattutto per fare da mangiare. Se è partito come un aiuto adesso è diventata (ridendo) una dipendenza. Un lavoro vero e proprio. Ho sempre lavorato nel mondo della ristorazione; per 20 ho fatto la cuoca per una comunità di Padri Stimmatini a Colognola, poi a Bosco sempre per loro, durante le colonie, per altri 10 anni. Considero questa attività come una passione, altrimenti non verrei qua fino alle una di notte. Tutti sono molto contenti e questo mi gratifica molto. Si passa parola che qui ci si trova bene e il “giro” si sta allargando. Purtroppo (sempre ridendo) si sta ampliando il lavoro. 

Sono da sempre nel mondo del calcio. Sono cresciuta in una famiglia di interisti; mio figlio Daniele (Scolari – ndr) gioca qua in prima squadra. Da sempre ho seguito il mondo del calcio andando sempre a vedere le partite di mio figlio. Fra l’altro non mi sono mai intromessa nei rapporti con le società e/o allenatori, lasciandolo libero di prendere in autonomia tutte le decisioni, anche quando era piccolo. Gli ho sempre detto che se aveva bisogno c’ero, ma di arrangiarsi da solo. 

Oltre al calcio di Daniele seguo anche il calcio professionistico. Io sono prima tifosa dell’Inter e poi del Chievo. Non sono malata, ma mi piace. Mi piace anche la nazionale di calcio femminile. 

  • Una cosa che ti piace o che non ti piace del calcio giovanile?

Ci sono poche cose belle del mondo del calcio. Potrei dire le emozioni che trasmette la partita o una vittoria sudata. Quella brutta e parlando di adesso: vedo i piccolini che sono oppressi da certi genitori troppo chiocce. Perchè mio figlio non gioca che è bravo? Genitori che vedono i propri figli come campioni, ma che in realtà non riescono a stoppare neanche il pallone. Io sono convinta che i ragazzini devono essere lasciati stare. Devono essere portati al campo ed affidati agli allenatori. I ragazzini devono tenere un comportamento rispettoso sia verso i loro compagni che verso i mister. Invece molto spesso non è cosi. Ci sono dei ragazzini che appena vanno via i loro genitori dicono delle parolacce da scaricatori di porto con atteggiamenti sopra le righe. A volte c’è in loro poca passione e vengono spinti dai loro genitori, anche se non voglio, a giocare a calcio. Fategli fare quello che gli piace. Mi dispiace vedere queste cose. Daniele per dire ha sempre avuto la passione per il calcio. Passione che forse gli deriva dal mio papà, che faceva il portiere nel Ronco all’Adige ed era molto bravo, e da mio fratello, che anche lui ha giocato a certi livelli ma che purtroppo è venuto a mancare abbastanza giovane.

  • Come definiresti il tuo rapporto con il Presidente?

Con l’attuale Presidente ho un ottimo rapporto. Giorgio è proprio una brava persona e mi fa morire dal ridere. Sembra burbero ma invece ha un cuore d’oro. Giorgio è molto diplomatico e non vorrebbe rompere le scatole a nessuno o mandare via nessuno, anche se a volte è necessario. E’ una persona molto intelligente che sa fare bene il suo lavoro di Presidente. 

  • Se dovessi prendere il Mister o il Presidente per la gola, che cosa gli prepareresti?

Se dovessi prendere per la gola con un mio piatto Mister Sorgente userei il risotto con il tastasal. A Giorgio invece piace tutto, ma in particolare i bigoli alla carbonara. Un unico difetto: ogni volta che entra “ravana” scombinandomi tutte le bustine di zucchero della ciotola messa sul bancone.

  • Per concludere: una frase storica da lasciare ai posteri?

Una frase storica (ridendo): “chi me l’ha fatto fare?”

FZ

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