“NOVE DOMANDE” A MISTER SORGENTE

Sono le 22:00. Pur partendo per tempo, per poco, non sono in ritardo. Sembra che, malgrado l’ora, tutti gli autotrasportatori del mondo si siano dati appuntamento, per uno strano caso del destino, sulla strada che da Lavagno porta a Zevio. Un po’ trafelato percorro il cortile dello Stadio Todeschini dove mi ha dato appuntamento Mister Sorgente per un’intervista.

Mister Sorgente con i suoi modi garbati mi fa accomodare in Segreteria e mi invita, dopo alcuni convenevoli, a formulargli le domande che precedentemente mi sono preparato. Mentre sfilo dalla borsa un quaderno per gli appunti mi risuonano nella mente le parole di una canzone dei Baustelle che ho sentito venendo qui …. “Svegliati. Fai tardi. Perdi l’autobus. Non sprecare questa occasione”.

  • Mister Sorgente, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Mi presento come Mister; come persona sono insegnate di educazione fisica ormai da 25 anni, dagli anni che sono a Verona. Sono della provincia di Napoli. Come allenatore ho fatto tutte le categorie a partire dai pulcini, primi calci, giovanissimi, allievi e juniores. Ho fatto due anni come secondo con Mister Burato vincendo anche un campionato a San Giovanni Lupatoto cinque anni fa. L’anno scorso mi è stata data la possibilità di allenare in prima categoria con il Tregnago dove siamo riusciti a salvarci all’ultima giornata proprio contro lo Zevio. Ci davano per spacciati e quindi è una grande soddisfazione essere riusciti a salvarci. E quest’anno ho avuto l’onore di essere l’allenatore dello Zevio.

  • Come è stato il tuo primo impatto con la società bianconera?

L’impatto con questa società è stato più che positivo. Nelle riunioni periodiche che vengono fatte ho più volte sottolineato ai Dirigenti l’ottima organizzazione della Società, organizzazione che a livello diletantistico è molto difficile trovare. Questo è l’ambiente giusto per poter lavorare bene.

  • Che gruppo di ragazzi hai trovato e come sono i rapporti con loro?

Ho trovato un buon gruppo di ragazzi, gente che ha voglia di lavorare. Questo è dimostrato anche dal fatto che a tutti sono sempre presenti agli allenamenti. I rapporti sono buoni fermo restando che tra il mister ed i ragazzi dipendono molto da chi gioca e chi no, da chi gioca meno e chi gioca di più. In linea di massima ho trovato delle persone veramente positive e quindi mi sembra che si sia lavorando bene

  • 11 punti in 7 partire. Puoi fare una piccola analisi dell’attuale momento della squadra?

L’analisi è che forse possiamo recriminare qualche punto perso per la strada. Non tanto per le situazioni ma per il gioco espresso. Abbiamo sempre fatto delle ottime prestazioni, facendo il nostro gioco eccetto Illasi dove abbiamo sofferto un po’ di più però c’è una squadra che ha una sua identità, il suo modo di giocare. Una squadra che ha la volontà di far sempre la partita come domenica scorsa a Montecchia.

  • Ti aspettavi questo avvio di campionato?

Dire che “me l’aspettavo” è una parola grossa. Siamo partiti bene, siamo ancora imbattuti. Lo speravo, questo si.

  • Quali sono i tuoi modelli di allenatore?

Io non prendo ad esempio quelli grandi, diciamo tra virgolette. Gente normale che ho conosciuto. Uno al quale mi ispiro è Mister Burato che adesso allena il San Giovanni Lupatoto in promozione. Spero di vincere tanto quanto lui e a breve…

  • Te la senti di fare un pronostico per questo campionato?

No, non mi sento di fare un pronostico. Sono napoletano e tengo molto in considerazione la scaramanzia. Io penso che quando uno intraprende un progetto l’obiettivo principale è quello di dare il massimo. Poi se questo massimo ti porta a fare meglio degli altri, bene. Se, invece, c’è qualcuno che riesce a fare meglio di te, dopo aver dato il massimo, gli stringo la mano. Questa è la mia filosofia.

  • Che consiglio ti senti di dare alla società?

Ho detto che mi trovo bene, ho detto che è una società organizzata, che è un ambiente giusto. L’unico consiglio che posso dare è di continuare su questa strada, di rimanere umili e di fare i passi senza mai esagerare che l’unico pericolo delle società è questo ovvero di fare il passo più lungo della gamba, di quelle che sono le proprie possibilità. Rimanere sempre con i piedi per terra. Auspico che la Dirigenza continui sulla strada che ha intrapreso.

  • Il tuo motto nella vita e nello sport ?

Dare sempre il massimo … che dopo sarei sempre ripagato.

Grazie Mister … in bocca al lupo!

FZ

 

 

 

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