I tecnici “focosi” accendono i riflettori sulla juniores

Gli allenatori della Juniores che milita nel campionato provinciale dello Zevio della stagione 2019/2020 sono Gianluca Belloni e il vice Beniamino Conti. Il primo è approdato nell’universo bianconero nel mese di settembre del 2019, mentre il secondo è uno di famiglia e ed è allo Zevio da 13 anni, dove ha ricoperto vari ruoli all’interno della società.

Gianluca Belloni è un veterano, allena infatti da 17 anni: prima del Tregnago, ultima esperienza, sono stato al Santa Lucia, Audace, San Michele Extra, Colognola, Lavagno. Il mister si ispira a ZdeněkZeman; tanto lavoro fisico e tanta corsa. «Negli anni ho imparato un po’ a mediare e considerare altri aspetti privilegiando, sempre e comunque, il lavoro fisico». Il curriculum di giocatore (Polisportiva San Michele e nell’Audace) è breve: ha giocato fino a 24 anni, poi la rottura di un crociato e la nascita contemporanea del primogenito l’hanno convinto ad appendere ho attaccato le scarpe al chiodo per intraprendere la carriera di allenatore. «Dopo aver interrotto l’attività calcistica come giocatore ho preso i patentini necessari per poter allenare. Di fatto sono più anni che alleno di quelli che ho giocato».

Beniamino Conti è stato allenatore dei Pulcini ed Esordienti a Zevio. Dopo qualche anno sabbatico è stato “richiamato”per fare il vice di mister Belloni; preferisce sorvolare sui trascorsi, anche se da giovane ha calcato i campi di calcio di tutta la provincia.

Mister, approda a Zevio animato da una motivazione congiunta: «Io arrivo a Zevio dopo essere stato esonerato dal Tregnago a gennaio dello scorso anno; il Presidente mi ha contattato perché anche la squadra Juniores aveva perso la categoria e cercava un allenatore che avesse voglia di riscattarsi e che accettasse la sfida di tentare di riprendere quello che era stato perso».

Sappiamo che all’inizio con i ragazzi ci sono stati dei diverbi a causa del suo modo di lavorare pesante. Piano piano, però, il mister ha cercato di capire le loro esigenze, trovando infine la quadratura del cerchio e i risultati. «Se le prime partite non sono state certo esaltanti, poi però ne abbiamo vinto quattro di fila conquistando il secondo posto nel nostro girone e siamo passati alla fase Elite. Abbiamo fatto bene anche in Coppa. Ad onor del vero mi avevano parlato dello Zevio in maniera strana. Mi devo però ricredere. Ci sono problemi, come ci sono con tutte le società, ma devo dire che c’è sempre la volontà, da parte dei dirigenti, di affrontarli e trovare le soluzioni. Il Presidente, secondo me, oltre che essere diciamo professionalmente molto bravo e preparato, umanamente è una persona a modo e sempre disponibile.».

Parliamo di giocatori e del loro profilo, qual è la caratteristica più importante?

«La fame direi. In molti giocatori, anche della nostra squadra, manca proprio la voglia, che si può trasformare in fame, di fare risultato. Anche gli allenamenti dovrebbero essere visti come strumento per migliorarsi, invece in molti casi gli esercizi che vengono proposti vengono visti come dei pesi. Ovviamente non tutti, ma sicuramente in parecchi si cullano sugli allori, purtroppo».

Parliamo di rapporti coi genitori: a differenza delle altre categorie giovanili, quella Juniores da questo punto di vista dei genitori è una categoria strana, in quanto di genitori a vedere le partite non ce ne sono mai tanti. «Difficilmente vengono a parlarti, a chiederti qualcosa del loro figlio. Sanno stare al loro posto. Sono, eventualmente, i ragazzi che vengono direttamente a chiedere di eventuali scelte».

Mister, tentiamo un pronostico per questa stagione?

«Per scaramanzia non diciamo niente, navighiamo a vista. Sulla carta il girone si presenta molto equilibrato. Noi chiediamo solamente la buona salute. Veniamo, infatti, da un periodo dove ci sono stati tanti infortuni. Abbiamo avuto anche alcune defezioni e ci siamo chiesti il perché, non trovando una risposta, anche perché veniamo da un periodo di risultati favorevoli. Una domanda che ci siamo fatti è stata: “Se fosse andato male il girone, cosa sarebbe successo?”. Il mio obiettivo di quest’anno è quello di riprendere il titolo dei regionali. Non so se ce la faremo, ma non lasceremo niente di intentato. Il traguardo minimo che mi sono prefissato sono le semifinali. Abbiamo bisogno però dell’aiuto della società».

Mister, parliamo di Beniamino, il tuo secondo.Pregi e difetti?

«Beniamino, secondo me, è statistico. Io ho trovato in lui la persona che tutti gli allenatori vorrebbero avere come secondo. Un suggeritore che sa rimanere al suo posto. Non mi è mai passato davanti, con lui ho un dialogo speciale. In questi mesi ci siamo confrontati in tutto e per tutto. Nell’ultima amichevole che abbiamo fatto ha preso una decisione sua e ha deciso di fare giocare un ragazzo in una determinata posizione. E’ stata un’ottima decisione, alla quale personalmente non avevo mai pensato e davanti alla squadra, come è giusto che sia, gli ho riconosciuto il merito di questa scelta. All’inizio ho detto statistico perché se mi serve avere qualche notizia su qualche squadra o qualche giocatore lui è sempre informato. A volte è un po’ troppo focoso. Qualche sabato fa è successo un episodio con un allenatore avversario ed è volata qualche parola; premesso che non sono una signorina, ma non sopporto che dentro il rettangolo di gioco ci possano essere affermazioni del genere. E’ più forte di me».

Giriamo la stessa domanda a Beniamino Conti e cioè di valutare il suo mister «Faccio una premessa: noi non ci conoscevamo. La società mi ha proposto di fargli da secondo, ma prima di accettare gli ho chiesto di incontrarci e parlare. Abbiamo chiarito alcune cose nel primo colloquio e quello che Gianluca mi aveva detto poi si è avverato. E’ una persona molto coerente e questo lo ritengo il maggior pregio, assieme alla correttezza nei rapporti. Per quanto riguarda un difetto, pure lui qualche volta è focoso».

Concludiamo con lo staff tecnico della Juniores:

«Colgo l’occasione per ringraziare la Società per avermi affiancato delle persone speciali: Daniele Badia, Andrea Bosco e Giuseppe Belloni, persone molto equilibrate con le quali io e Beniamino abbiamo instaurato un ottimo rapporto. Nessuno di questi collaboratori ha fatto un passo davanti a me. Ciascuno nel proprio ruolo. Giuseppe è anche il mio papà ed è una vita che mi segue e che viene in panchina con me».

Ancora un pensiero al campionato: « … a dicembre sono cambiate alcune cose, come delle defezioni ed alcuni infortuni importanti. Pertanto se riuscissi ad arrivare in fondo, o quantomeno il più avanti possibile con questo gruppo, sarei comunque molto contento. Il gruppo iniziale, completo e compatto, aveva tutte le caratteristiche per arrivare fino in fondo, ma la fame c’è sempre».

FZ

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